14
apr

Città della Cultura / Cultura della Città e Witoor si uniscono per una visione comune sul cicloturismo e il territorio

Ferrara, 14 aprile 2016. È stata presentata questa mattina nella sede ferrarese di LegaCoop Estense l’incorporazione del marchio Witoor, società organizzatrice di eventi in bicicletta, all’interno di Città della Cultura / Cultura della Città, impresa cooperativa e start-up innovativa culturale operante sul territorio ferrarese. La nascita e le dinamiche di questa fusione sono state illustrate da Diego Farina, presidente CC/CC, e Simone Dovigo, fondatore di Witoor, con la presenza di Andrea Benini, presidente LegaCoop Estense.

Attraverso il marchio Witoor, concepito a Londra nel 2012, Simone Dovigo ha sviluppato negli anni seguenti eventi legati a un modo innovativo e autentico di vivere il rapporto con la bicicletta, integrando temi sensibili per la mobilità sostenibile e il cicloturismo. Ha organizzato la prima randonnée “europea” (la Rando Imperator da Monaco a Ferrara) e le Bike Night, la prima serie di pedalate notturne in Italia interamente su piste ciclabili, giunte nel 2016 alla terza edizione con un grande afflusso di partecipanti (800 persone nel 2015 alla Ferrara-Mare).

Il marchio Witoor oggi confluisce all’interno di Città della Cultura / Cultura della Città, arricchendo il patrimonio progettuale della start up innovativa, consolidando la sua natura di “holding di idee” e ampliando così la capacità di interazione con la terra che la ospita, già evidenziata nelle precedenti esperienze come la Riapertura del Teatro Verdi nel 2013, il MEME festival dedicato a imprese e innovatori “makers” e il progetto FutuRo. Il rapporto instaurato tra Witoor e CC/CC innesca infatti ricadute progettuali biunivoche: la progettualità di Witoor si amplia grazie agli strumenti culturali e professionali forniti da CC/CC, e potrà così proporre eventi cicloturistici che sappiano valorizzare le peculiarità locali. CC/CC abbraccia il settore cicloturistico per poter uscire dalla scala urbana e allargare il suo raggio d’azione, con un approccio compatibile con le risorse del territorio grazie alla sensibilità di Witoor.

La presentazione ufficiale di questa fusione di marchi avviene proprio all’interno di LegaCoop Estense, luogo che ha creato le condizioni per favorire l’incontro tra le due dinamiche realtà di start-up: la cooperazione tra persone con visioni e spirito comuni sarà in grado di creare e distribuire idee da tradurre poi in progetti d’impresa che coinvolgano attivamente la realtà in cui operano.

La fusione comporta così un arricchimento reciproco che vedrà i primi frutti già nel 2016, con l’organizzazione di cinque Bike Night su scala nazionale, partenze da: Ferrara, Bolzano, Udine, Verona e Milano. La risposta integrata che Witoor e CC/CC sono da oggi in grado di offrire consentirà, raccogliendo le istanze di vari soggetti territoriali, di lanciare l’organizzazione a partire dal 2017, del primo festival dedicato alla cultura della bicicletta a Ferrara. L’azione sarà inoltre indirizzata a rafforzare valori e potenzialità del territorio che già esistono: in quest’ottica si inserisce lo studio di una rete di percorsi GRAVEL dedicati ai patrimoni culturali e artistici del territorio ferrarese promossi nell’ambito dell’UNESCO Day.

21
mar

Città Abilitante. Il modello Ferrara

Sabato 12 marzo 2016, si è tenuta a Verona, presso la nuova sede dell’Ordine degli Ingegneri un seminario pubblico dal titolo: Trasformazione della città e del paesaggio urbano e rurale. La riflessione è svolta all’interno della rassegna Scenari Urbani Metamorfosi e Rigenerazione organizzata da Ordine Ingegneri in collaborazione con Ordine Architetti di Verona, Comune, Provincia e Verona Innovazione.

Il tema della trasformazione urbana, rigenerazione e riuso del Patrimonio Immobiliare Pubblico abbandonato è stata affrontata da 2 punti di vista: quello dall’impalcato più teorico del prof Peraboni del Politecnico di Milano e quello empirico legato alla realizzazione di progetti temporanei di rigenerazione immobiliare, pratiche urbane e riuso di spazi collettivi dell’architetto Maurizio Bonizzi in rappresentanza della cooperativa start up culturale Città della Cultura / Cultura della Città.

Per maggiori informazioni: Il patrimonio edilizio va salvato dal degrado” (L’Arena, domenica 13 marzo 2016)

11
mar

Città della Cultura alla Get Online Week 2016

GET ONLINE WEEK 2016 / I nuovi lavori del digitale
16 marzo 2016 Sala Agnelli BIBLIOTECA ARIOSTEA Via delle Scienze 17, Ferrara
Dalle ore 9.00 alle ore 13.00
Organizzato dal Punto Pane e Internet Terre Estensi dei comuni di Ferrara, Masi Torello e Voghiera e Coop Alleanza 3.0

La GOW 2016 si terrà dal 14 al 20 marzo 2016, per “incoraggiare tutti i cittadini europei a usare Internet e altre tecnologie digitali in modo consapevole e sicuro per migliorare le proprie competenze digitali, le opportunità lavorative e la qualità di vita in generale”. Durante questa edizione si promuoveranno in particolare 2 temi:

  1. Fiducia e confidenza in rete: gestione dei dati personali, identità digitale, cyber-sicurezza, privacy , servizi pubblici online, reputazione online, ecc.
  2. Lavori digitali: opportunità di lavoro nella società dell’informazione e competenze digitali da sviluppare per poterle cogliere.

Alla luce della positiva esperienza degli eventi organizzati con Giovanni Arata (APT Emilia Romagna) in collaborazione con Unioncamere Emilia-Romagna nella GOW 2015, vista la presenza del Punto Pane e Internet Terre Estensi dei comuni di Ferrara, Masi Torello e Voghiera e visto il sostegno da parte di Coop Alleanza 3.0 di numerosi progetti rivolti alle scuole di istruzione superiore della città di Ferrara che mirano in particolare allo sviluppo delle competenze imprenditoriali e trasversali dei giovani, si è ritenuto di cogliere l’opportunità della settimana GOW per organizzare un incontro dedicato al tema delle professioni digitali anche nella città di Ferrara.
Si tratta di un incontro pubblico tra studenti e professionisti e imprenditori che operano nei nuovi lavori e nuove imprese legati al digitale. I professionisti presenteranno agli studenti le tracce del loro lavoro e risponderanno a domande e curiosità in un confronto diretto e informale. Si potrà quindi capire:

in cosa consiste la nuova attività lavorativa (quando, dove, come ecc.)
che competenze occorrono per poterla svolgere
dove/come si possono acquisire queste competenze (studi e non solo)
quale futuro è possibile prevedere per questo lavoro nel medio periodo
si guadagna?

I professionisti e gli imprenditori che dialogheranno con i cittadini e gli studenti:

Giulia Annovi, web writer. Laureata e con un master in giornalismo scientifico digitale, scrive da freelance per diverse riviste di scienza, medicina e tecnologia, occupandosi anche di data-journalism.  Appassionata di statistica e di web, da qualche anno si dedica inoltre al dialogo con i ragazzi delle scuole della provincia di Modena, con Civibox, per abituarli a un uso corretto e consapevole della tecnologia.

Luca Lanzoni, architetto e urbanista. Lavora nel campo della pianificazione territoriale e del progetto urbano attraverso il tema della valorizzazione del patrimonio culturale (Cultural Heritage) e dell’uso di tecnologie innovative per la lettura e le analisi del contesto. È specializzato nello sviluppo di sistemi per la gestione delle informazioni come strumenti di supporto alle decisioni strategiche.

Roberto Meschini, architetto e fotografo. Socio di TryeCo 2.0, servizi intergrati per la museografia e l’industria. Collabora nel campo della ricerca e della progettazione architettonica e multimediale, dopo aver realizzato alcune architetture si è focalizzato prevalentemente nella musealizzazione multimediale, ha realizzato diversi video, dvd, cd-rom e libri.

Susana Alonso, professionista e fondatrice di “sorsi di web”. Consulente e formatrice, si occupa di realizzazione di siti altamente performanti, di social media marketing, di digital PR e comunicazione visual comprendente grafiche e video di alta qualità, nel settore wine  & food.

 

 

11
mar

Economia Collaborativa: tavola rotonda allo spazio Wunderkammer di Ferrara

Nella giornata di sabato 27 febbraio 2016, all’interno degli ex Magazzini del Sale sulla darsena di Ferrara, nella vivace cornice dello spazio Wunderkammer, si è tenuto un incontro, organizzato da Confcooperative, che aveva come obiettivo uno scambio di vedute sull’economia collaborativa, ottenendo una serie di apporti da parte di quegli operatori che fanno di questo “modello economico” la loro quotidianità d’impresa. Tra i presenti relatori anche la cooperativa Città della Cultura / Cultura della Città (CC/CC), che da anni si muove in territori economici ibridi tra modelli informali e formali producendo lavoro e cultura.

L’intervento di CC/CC puntava il dito sull’aggettivo “collaborativa” che di per sè non dovrebbe esistere in quanto- l’economia, per sua forma vitale, o si nutre di collaborazione o non è economia. Nessun soggetto produce economia solo con se stesso, la produce se si mette il rete con altri soggetti.

In questa direzione cc/cc ha voluto rimarcare ancora una volta che l’aspetto collaborativo, di cui tanto si parla e cui si anela, è venuto meno nella fascia mediana di contatto tra l’economia alta dei big players, dove si posizionano anche lo stato sociale e i grandi asset, e l’economia bassa vitale, dove si posizionano le piccole e medie imprese (innovative) che stanno nascendo e che vedono nella collaborazione quotidiana l’unica linfa vitale. La collaborazione è richiesta a causa della distanza e della marginalità creatasi tra alto e basso, lamentando una assenza di struttura intermedia che faccia da collante tra: strumenti, politiche, asset, piani industriali e mondo delle imprese.

Ma una seconda visione potrebbe essere compresa nel termine “collaborativa”: quella visione che introduce il tema dell’economia collaborativa come economia informale che oggi giorno struttura la modernità. Nell’ultimo report dell’UNESCO, datato dicembre 2015 e dedicato a Cultural Times e creative industries, si segnala che:”…spesso a causa dell’assenza di visioni ufficiali alternative, i consumatori culturali ritornano nell’economia informale (che non è pirateria o illegalità)…” pagg 28/29.

In questo senso cc/cc lavora, attraverso il proprio modello d’impresa, anche per far emergere, affinché si manifesti in maniera ufficiale, questo modello economico informale. L’emersione dell’informale gioverebbe a tutte le nuove e giovani imprese che lavorano su differenti drivers economici.

A tale proposito, cc/cc ha mostrato il proprio modello d’impresa e il conseguente processo di crescita per avvalorare 4 importanti punti:

  • lavorare per costruire un sistema economico sempre meno assistenziale e instabile (dunque debole);
  • lavorare per costruire un sistema economico più strutturante e performante quindi solido;
  • lavorare per costruire un sistema altamente produttivo in termini di ricchezza tangibile e intangibile;
  • lavorare per creare un sistema che rafforzi il lavoro stesso creando sia nuovi posti di lavoro sia nuovi lavoratori che oggi dovrebbero iniziare a confrontarsi con la classe dei nativi digitali.

CC/CC non solo opera nell’economia informale ma anche la sfrutta, considerandola come stagione di passaggio per sollecitare il ritorno di una economia matura basata su chiare politiche industriali dove la collaborazione (management verticale e orizzontale) ritorni a generare un modello economico solido.

Per fare ciò, CC/CC usa come campo d’azione LA CITTA’, IL TERRITORIO, i suoi abitanti le loro sacche di opportunità, convinti che, aumentando le chance culturali di un territorio e rendendolo dunque “abilitante”, si innalzi, in conseguenza, anche il livello culturale della collettività, la crescita dell’individuo e la ricchezza tangibile e intangibile del luogo.

17
dic

Scuola, cooperazione & stampa 3D: Coop Estense affianca 4 Istituti Scolastici di Ferrara in percorsi di tecnologia e autoimprenditorialità

Sono 4 le stampanti 3D consegnate ad altrettanti istituti scolastici della provincia di Ferrara da Coop Estense attraverso il contest  “Scuola, cooperazione & stampa 3D”, per selezionare i migliori progetti legati al mondo del making e della stampa tridimensionale, relativi a ipotesi d’uso didattico e sviluppi imprenditoriali. Fare innovazione tecnologica per immaginare l’impresa di domani: sono queste le parole scelte da Coop Estense per sintetizzare il senso di un progetto che vuole, come sottolinea il vicepresidente Mirco Dondi, «sollecitare ed alimentare le abilità imprenditoriali degli studenti che, partendo dalla capacità di leggere il mondo, riescano a sviluppare l’idea, progettarla, pianificarla e, infine, realizzarla. Il tutto con il nostro affiancamento». Al bando, aperto lo scorso ottobre e rivolto agli Istituti Scolastici Superiori di Ferrara, Modena, Matera e della Puglia (territori in cui opera la cooperativa), hanno partecipato 29 progetti, di cui 8 pugliesi, 11 modenesi e 10 ferraresi. Sono 17 gli Istituti Scolastici selezionati, di cui 4 nella provincia di Ferrara, che hanno presentato prototipi di tipo meccanico e oggetti di design utili alla quotidianità: ITI Copernico Carpeggiani di Ferrara; Liceo Artistico Dosso Dossi di Ferrara; IIS F.lli Taddia di Cento;   IIS di Argenta e Portomaggiore. Ieri, 16 dicembre, sono state consegnate le 4 stampanti 3D QUDA, progettate da Pazlab Studio Creativo di Lecce, e si è tenuto il primo incontro di un percorso di formazione rivolto agli insegnanti sull’utilizzo dello strumento.

Il progetto infatti, come sottolinea Chiara Serafini di Coop Estense, «non si esaurisce nella consegna della stampante, ma si traduce in veri e propri percorsi di affiancamento e formazione degli insegnanti e delle classi, per cui sul nostro territorio ci avvaliamo del fondamentale contributo di Tryeco e della cooperativa Città della Cultura/Cultura della Città, che ci supportano negli aspetti tecnici. Quello che ci interessa non è dotare le scuole di uno strumento certamente di valore ma di per sé improduttivo, bensì sostenere idee interessanti per farle maturare in prospettive imprenditoriali». Rilevante anche il contributo dei Soci consumatori che hanno donato all’iniziativa i punti accumulati facendo la spesa e hanno così deciso, continua Serafini, di «investire sui giovani e creare valore per il territorio, supportando progetti fecondi per il loro futuro».

Nel corso dei prossimi mesi, la formazione verrà estesa agli studenti e si proseguirà con lo sviluppo dei singoli progetti nelle scuole, che avranno a disposizione 3000 euro da utilizzare in strumentazione, consulenze o altre risorse utili allo sviluppo dell’idea. Ad aprile 2016 i risultati saranno presentati nel corso di un incontro pubblico e in seguito, dal confronto dei lavori, verranno selezionati i progetti da supportare in un percorso di startup imprenditoriali capaci di coinvolgere direttamente gli studenti, anche grazie al contributo di Legacoop Ferrara.

4
dic

Scuola, Cooperazione e stampa 3D / Fare innovazione a scuola e immaginare l’impresa di domani

Mercoledì 16 dicembre, presso l’Istituto Copernico-Carpeggiani di Ferrara, inizieranno le attività di formazione e accompagnamento per le 4 scuole della Provincia di Ferrara che hanno partecipato al contest Scuola, Cooperazione e stampa 3D promosso da Coop Estense. Le finalità del progetto è rivolta allo sviluppo delle capacità “imprenditoriali” attraverso la costruzione di un percorso di innovazione che integri diversi saperi (stampa 3D, design di processo, capacità di comunicazione del progetto, ecc.). Il progetto coinvolge le Provincia di Ferrara, Modena e Matera. In questi contesti Coop Estense metterà a disposizione 17 kit di stampanti 3d per gli Istituti di Istruzione Secondaria di Secondo Grado.

Città della Cultura / Cultura della città e Tryeco 2.0 forniranno assistenza e accompagnamento per lo sviluppo dei progetti presentati dalle scuole della Provincia di Ferrara. Queste attività saranno indirizzate a fornire informazioni tecniche rispetto alla stampa 3D e a fornire supporto allo sviluppo delle idee progetto.

Il gruppo di lavoro a supporto del progetto Scuola, Cooperazione e stampa 3D è formato da: Città della Cultura / Cultura della città (Ferrara), Muvia (Modena) Tryeco 2.0 (Ferrara), HOW/ART (Lecce)

21
nov

Città della Cultura a Coopstartup 2015

 

Mercoledì 18 novembre giornata intensa di lavori presso la sede di Legacoop a Roma in via Guattani 9 dove, nell’ambito del 3° Meeting Nazionale di Coopstartup 2015, si è discusso, con contributo aperto, di ecosistema utile per la crescita delle stratup e di progetti collaborativi di Coopfond e Legaccop per lo startup di cooperative tra giovani e meno giovani nell’ambito della promozione di innovazione tecnologica, organizzativa e sociale.

Si è discusso di tematiche riguardanti nuova finanza, valutazioni economiche e ricadute sociali, comunicazione e territorio ma soprattutto di organizzazione e modelli di lavoro. Non si è parlato di prodotti o produzione in senso stretto e tipico. Si è discusso di post startup e accompagnamento verso la costruzione di nuovi mercati, bisogni e moderni strumenti come ad esempio gli impact bond di matrice anglosassone. Si è parlato di equity crowdfunding e love capital nonché di cooperative di comunità e rischio di capitale sociale.

La presenza di Legaccop Ferrara e della cooperativa culturale Città della Cultura / Cultura della Città è stata di forte stimolo al dibattito in quanto 3 degli 8 casi nazionali di startup, nate in seno al mondo della cooperazione, provengono dal territorio ferrarese e si occupano di tematiche differenti che vanno dall’innovazione sociale e tecnologica, passando per il comparto sanitario e della produzione e commercializzazione nel settore alimentare.

Una sessione di sette ore con esperti in varie discipline molto utile per capire cosa effettivamente sia il capitale relazionale, che il sistema della cooperazione “vera”, mette in gioco ancor prima di muovere capitale finanziario.

11
nov

MEme Learning Exposed premiato all’IF 2015 di Pisa

Nei giorni dal 8 al 11 ottobre 2015 si è tenuto a Pisa la quinta edizione di IF l’Internet Festival 2015 dedicato alle Forme di Futuro. Tra i 17 luoghi urbani toccati da eventi, seminari, incontri con esperti, filosofi, ricercatori e imprese ce ne era uno in particolare, la Scuola Superiore Normale Sant’Anna in Piazza Cavalieri, che ospitava la giornata di studi dedicata al S.I.C. Spazio, Internet e Comunità diretta da Giancarlo Sciascia.

In questo spazio di lavoro si è esplorata l’interazione tra Internet, Comunità e i “luoghi” di sperimentazione delle nuove pratiche d’innovazione sociale, locale e cosmopolita, attraverso esperimenti d’ispirazione sul ruolo del Patrimonio Culturale, la finanza etica e la cultura che attiva il cambiamento.

All’interno di questo spazio, è stata insignita, con il primo premio dedicato alla sezione Spazio Internet e Comunità, la start up cooperativa ferrarese Città della Cultura / Cultura della Città (cc/cc). Il riconoscimento, frutto di un bando di concorso estivo indetto da IF a cui la cooperativa ferrarese aveva partecipato con il progetto MEme-Mercato Coperto, permetterà all’impresa cc/cc di avere un rapporto privilegiato con Banca Etica per il coofinanziamento della piattaforma di MEme per l’Open Innovation Business: una piattaforma elettronica, ancor prima che fisica, che sia in grado di fare incontrare i bisogni di imprese che operano in vari ambiti del mercato con la progettazione innovativa offerta da makers e nuovi professionisti. Dopo una prima selezione estiva, sono rimasti in gioco cinque candidati provenienti da Ferrara, Trento, Favara, Corleone e Pisa e mentre il gruppo “Polline” di Favara ha vinto la sezione Arte e Internet, l’idea della cooperativa cc/cc ha vinto nella sezione Spazio, Internet e Comunità.

Già qualche giorno prima, mercoledi 07 ottobre, la cooperativa cc/cc era stata protagonista presso l’Università Bocconi di Milano, alla 5^ edizione del Salone CSR Imprese Sostenibili e Innovazione Sociale, dove nel corner Libeccio, si sono confrontati: Diego Farina della start up cooperativa Città della Cultura / Cultura della Città (cc/cc), Alessandro Scutti coofondatore di Startsup, Francesco Pozzobon di ItaliaCamp Lombardia e Aldo Soldi direttore di Coopfond coordinati da Alberico Tremigliozzi di Re2N sul tema della Social Innovation.

In questo senso la cooperativa ferrarese cc/cc è stata eretta come esempio locale a livello nazionale per la bontà delle sue pratiche e del suo modello di processo che l’ha vista partire da un sistema associativo (di promozione sociale) per approdare ad un modello d’impresa legato alla cooperazione moderna. Il passaggio è stato garantito grazie a progetti che incrociano Beni Pubblici dismessi (proprietà di tutti: Commons) con nuovi lavori del futuro (ormai presente) i Makers, professionisti dell’innovazione e della progettazione a 360 gradi. Questo ecosistema, messo assieme da cc/cc che riunisce ambiti urbani, legami sociali e sostenibilità economica a livello locale (Commonfare), potrebbe essere perseguito a livello extra locale come nuovo modello di business capace di far incontrare capitale tangibile pubblico con capitale intangibile privato con capitale di rischio partecipato con il fine ultimo di generare una vera piattaforma di Social & Economics Innovation

11
nov

Città della Cultura / Cultura della Città al salone dell’innovazione sociale di Milano

Mercoledi 07 ottobre 2015 si è tenuto presso l’Università Bocconi di Milano, la 5^ edizione del Salone CSR Imprese Sostenibili e Innovazione Sociale. Nella piazza urbana trasparente, posta al primo livello seminterrato, del nuovo edificio progettato dalle irlandesi Grafton Architects, erano previsti vari corner di discussione con argomenti di differente genere attinenti al tema della Social Innovation.

Nel corner Libeccio, che vedeva il seminario dedicato alle Start Up neonate e mature, si sono confrontati: Diego Farina della start up cooperativa Città della Cultura / Cultura della Città (cc/cc), Alessandro Scutti coofondatore di Startsup, Francesco Pozzobon di ItaliaCamp Lombardia e Aldo Soldi direttore di Coopfond coordinati da Alberico Tremigliozzi di Re2N.

Per circa una ora si è discusso di metodi di sviluppo e finanziamento delle start up a vocazione sociale che sfuggono ai tradizionali metodi di finanziamento per le start up tecnologiche dove, l’oggetto centrale del commercio, non sono prodotti ad elevato impatto tecnologico bensì prodotti ad elevato impatto sociale, urbano e professionale. Si è parlato di come può essere valutata la EXIT per una impresa che lavora sull’innovazione sociale e Alessandro Scutti ha introdotto il tema della nuova finanza che va investendo nel marketing 3.0 ossia quello di tipo relazionale che riorienterebbe dunque il concetto di impresa tradizionale in idea di organismo sociale.

Le conclusioni hanno portato a discutere di Exit e obiettivi finali per le imprese che praticano innovazione sociale, in termini di replicabilità del modello e del processo che dovrà avere come pilastri d’appoggio e portavoci i nuovi “corpi medi” ossia un “parternariato di partecipazione” ahimé molto debole in Italia a causa di capitali di rischio ancora legati a metodi di risparmio tradizionali che però non creano più (come 30 anni fa) impatto sul sistema paese.

In questo senso la cooperativa ferrarese cc/cc è stata eretta come esempio locale a livello nazionale per la bontà delle sue pratiche e del suo modello di processo che l’ha vista partire da un sistema associativo (di promozione sociale) per approdare ad un modello di cooperazione contemporanea. Il passaggio è stato garantito grazie a progetti che incrociano Beni Pubblici dismessi (proprietà di tutti: Commons) con nuovi lavori del futuro (ormai presente) i Makers, professionisti dell’innovazione e della progettazione a 360 gradi. Questo ecosistema, messo assieme da cc/cc che riunisce ambiti urbani, legami sociali e sostenibilità economica a livello locale, potrebbe essere perseguito a livello extra locale come nuovo modello di business capace di far incontrare capitale tangibile pubblico con capitale intangibile privato con capitale di rischio partecipato con il fine ultimo di generare una vera piattaforma di Social & Economics Innovation.

30
set

MEme chiude “temporaneamente” i battenti e prepara il 2016

Sabato 19 settembre alle ore 20:00 si è conclusa, all’interno del Mercato Coperto di Ferrara, la seconda edizione di MEme dedicata all’esposizione della conoscenza, dei saperi e dell’innovazione, che ha visto arrivare in città, 90 vivaci creativi operanti nell’ambito delle nuove professioni.

Tutti giovani, dai 17 ai 40 anni, alcuni ancora studenti di scuole superiori, altri già laureati o diplomati, programmatori di linguaggi java, grafici web, architetti, pensatori, makers, pionieri dell’innovazione accomunati dalla capacità di generare risposte rapide, efficaci e innovative da sottoporre a imprese che si trovano ad operare nel mercato odierno ricco di nuove richieste attinenti a nuovi bisogni. Novanta pionieri provenienti da tutta Italia si sono dati appuntamento via twitter e facebook a Ferrara per lavorare gomito a gomito per 20 ore in due giornate replicando a esigenze reali messe sui tavoli di lavoro da cooperative operanti nel mondo del sociale, dei servizi alla persona, dell’accoglienza, della cultura e dell’archeologia.

Alla fine delle giornate lavorative di venerdi e sabato passati, una giuria composta da esperti in varie discipline, ha decretato 4 gruppi vincitori sui quattro tavoli delle competizioni di problem-solving promosse dalle imprese e 3 gruppi vincitori sui tre tavoli degli hackathon proposti da imprese e digital champion. I premi assegnati ai giovani makers corrispondevano a gettoni di 800 euro per le competizioni e stage presso imprese o dispositivi ad alta tecnologia messi in palio dal partner Epson Italia. Inoltre, le idee vincitrici, protette da licenze di “creative commons” o addirittura secretate, verranno sviluppate dai gruppi vincitori in collaborazione con l’impresa banditrice del bisogno, fino a divenire prodotto per il mercato corrente.

Il Mercato Coperto di via Santo Stefano, si è dimostrato ancora una volta un adeguato luogo di lavoro dove far convivere momenti operativi a momenti seminariali a occasioni ludiche, dove consumare tempo libero, dove saziarsi di cibo e dove rifocillarsi di nuove idee da sviluppare per il futuro ormai presente. Durante la due giorni di MEme sono state presentate inusuali applicazioni per smat phone utili a percorsi museali per ipovedenti, dispositivi indossabili per persone con ridotte capacità motorie, sistemi di riconoscimento digitale per ostacoli in ambiente urbano e molte altre idee sperimentali. Tutte le idee di progetto avevano un minimo comune denominatore: accessibilità, semplicità, bassi costi di produzione.

La cooperativa culturale ferrarese, Città della Cultura / Cultura della Città ideatrice del progetto MEme assieme ai partners strategici Legacoop Ferrara, Innovacoop e coopFond, si dicono molto soddisfatti dei risultati raggiunti frutto di cooperazione tra “intellighenzie” provenienti da mondi e generazioni tra loro eterogenee.

I lavori di MEme sono stati seguiti su canale streeming da 85 contatti in due giorni e si sono interessate del progetto da riviste di settore in attive in campo nazionale come il mensile Superando, a quotidiani nazionali come il Corriere della Sera, dal Festival delle Città Accessibili di Foligno al Maker faire di Roma.

Tutti i risultati raggiunti, le idee presentate, i dati trattati e le sintesi dei tavoli seminariali saranno presto disponibili sul sito web www.memexposed.com che si trasformerà, da qui a qualche mese, in una vera Open Innovation Platform in grado di accogliere e incrociare il mondo della domanda con quello dell’offerta relativa a progetti d’innovazione dove la cooperazione del futuro tra “nuovi professionisti” e “lavori creativi”, incontrerà il tessuto economico imprenditoriale per generare, approfondire, integrare e sviluppare idee progettuali in risposta a odierni e sempre più pressanti bisogni d’imprese.

La città di Ferrara e il suo Mercato Coperto si sono dimostrati, ancora una volta, capaci di accogliere e intrecciare tradizione, commercio, cultura e mestieri creativi adoperandosi, in forma sperimentale, a disseminare sotto nuova luce, la Cultura della “Fabbrica” che ritorna in città tra tessuto urbano, sociale, immobiliare e imprenditoriale.

Anche grazie a MEme, la città sta tentando di dare impulso all’innovazione. Ferrara da “Bella Addormentata” del secolo passato a “Accelleratore Creativo” della decade presente.

Lo staff organizzativo ringrazia tutti i partners tecnici, strategici, collaboratori e tutti coloro che per due giornate hanno vissuto all’interno di questo meraviglioso spazio dell’innovazione e invita tutti alla prossima edizione del 2016.