22
nov

La visione di Metropoli di Paesaggio

La visione di Metropoli di Paesaggio ha come prima caratteristica quella di avere una rete capillare di percorsi di terra e di acqua in grado, se messi a sistema, di garantire una vera infrastruttura di mobilità sostenibile

La visione strategica che si vuole descrivere parte dal presupposto di valorizzare il paesaggio come infrastruttura e prende le mosse da un processo di analisi e conoscenza (a tutt’oggi ancora in corso) del territorio provinciale ferrarese, delle sue conclamate criticità, delle potenzialità inespresse, delle possibili opportunità d’innovazione.

Si può affermare, senza tema di smentita, che la quasi totalità del territorio ferrarese rientra a pieno titolo nei caratteri di «area interna». Un processo di spopolamento costante ha di fatto spento, una dopo l’altra, le “centralità periferiche” di un sistema sociale ed economico fondato, da un secolo a questa parte, sulle poche attività industriali e sull’agricoltura delle bonifiche: i presidi contadini e commerciali che sostenevano, al di fuori della città, una rete sociale coesa sono stati smantellati da un inesorabile processo di perdita d’identità e di significato. Nel venir meno, quel mondo ha lasciato sul campo e sui campi una moltitudine di tracce fisiche che si prestano a una nuova lettura. Piste ciclabili, corsi d’acqua navigabili, percorsi nel paesaggio, tratti ferroviari prossimi al disuso sono gli elementi ricorrenti del territorio e ne costituiscono il percorso portante entro il quale muoversi sfruttando tecnologie innovative per il trasporto e ottimizzazione dei tempi di spostamento: biciclette, imbarcazioni, bus elettrici, treni di superficie sono i mezzi ripensabili per movimenti frequenti, comodi e capillari, in grado di trasformare le distanze chilometriche in tempi di percorrenza.

Il paesaggio si offre come rete infrastrutturale articolata ponendo le condizioni per accorciare le distanze tra i centri e viaggiare comodamente minimizzando l’impatto ambientale. Sotto tale profilo, la “Ferrara Idropolitana” e il proprio territorio conservano caratteristiche rare all’interno del panorama nazionale ed europeo: l’ampia estensione territoriale, l’orografia prettamente pianeggiante del suolo, la presenza di un vasto sistema navigabile di fiumi e canali, la presenza di ampie porzioni di territorio tutelate sia sotto il profilo paesaggistico che sotto quello storico-culturale (dalle zone Rete Natura 2000 al patrimonio degli ambiti Unesco).

Il principio di utilizzo del paesaggio come infrastruttura permette di disegnare sui territori le regole di un nuovo modello insediativo: la Metropoli di Paesaggio. Questa definizione individua un modello urbano di dimensioni importanti (l’intera provincia) nella quale, a parità di servizi erogabili in metropoli di analoga grandezza, il paesaggio supera sensibilmente per estensione le porzioni urbanizzate. Il presupposto fondamentale per la costituzione di una Metropoli di Paesaggio ferrarese è individuabile in un sistema infrastrutturale intermodale e sostenibile – su terra e su acqua – che preveda la presenza di un’arteria principale est-ovest; una serie di nodi di scambio tra mezzi di trasporto diversi e on demand (bicicletta, imbarcazione, bus elettrico, treno di superficie) disseminati su tutto il sistema; una “tangenziale di paesaggio” nel fulcro del sistema (la centralità di Ferrara) con tragitto circolare – anch’esso lento, ‘da fiume a fiume’ – Po di Volano/circuito Mura/Parco Urbano/fiume Po/canale Boicelli/Po di Volano; una rete di percorsi che dall’arteria principale si dirama in tutto il territorio metropolitano.

In un ribaltamento di prospettiva, questo sistema intermodale e sostenibile risulta il telaio portante per la rigenerazione urbana e territoriale, fissando le condizioni per una ripartenza sociale ed economica, presupposto per nuovi investimenti e servizi alle collettività che torneranno ad abitare luoghi ora poco animati. 

16
gen

MAB Youth Forum / Alla scoperta di Ferrara

Luogo / Place | Ferrara

Data / Date | Settembre 2017

Info | MAB Youth Forum / Alla scoperta di Ferrara. Organizzazione generale e metodologica della due giornate di vista e workshop partecipativo, con tematiche legate al patrimonio culturale di Ferrara e alle sue attività di rigenerazione urbana. Attività realizzata all’interno del MAB Youth Forum 2017.

Giorno 1 / Visita studio. Ferrara città patrimonio UNESCO. Un laboratorio urbano tra storia e valorizzazione contemporanea. Comprendere i motivi per cui la città di Ferrara è patrimonio mondiale (UNESCO World Heritage List) e come al suo interno si stanno sviluppando politiche e progetti per valorizzare questa nomina. Visita guidata, realizzata in bicicletta, con cui i partecipanti sono entrati in contatto con i principali siti storici della città e hanno potuto interagire con i principali attori, pubblici o privati, che in questo momento sono alle prese con progetti e azioni di rigenerazione urbana e valorizzazione del patrimonio.

Giorno 2 / Workshop. Rigenerazione urbana e contemporaneità. Un possibile collegamento tra la valorizzazione contemporanea del patrimonio e i valori del MAB. Momento di studio e confronto tra i partecipanti sui temi dell’integrazione tra Heritage (patrimonio culturale) e i valori del programma MAB. La giornata di lavoro si è articolate con interventi (Keynote speech) utili per fornire i concetti base su cui sviluppare il workshop, e una attività partecipativa in modalità World Cafe.

MAB Youth Forum 2017 / Alla scoperta di Ferrara

 

16
gen

HackFerrara2016

Ecco cosa è successo durante un nostro esperimento di innovazione sociale. Sabato 17 settembre 2016, presso il Quartiere Giardino di #Ferrara (zona GAD), si è tenuto un’Hackathon urbano. Due giornate di lavoro che ci hanno permesso di sperimentare un metodo di lavoro utile per innescare nuove pratiche di coesione sociale. I risultati sono stati suggerimenti, idee, nuove visioni di uso e funzioni per il quartiere.

https://hackferrara.wordpress.com/

23
dic

Città della Cultura / Coopstartup il tempo di una nuova cooperazione

“Unire, mettere insieme, generare valore dalla condivisione di idee, competenze, progetti e soprattutto persone. Siamo convinti che il tempo di una nuova cooperazione sia oggi, sia qui nel nostro Paese e a confermarcelo ci sono i tanti progetti di startup cooperative che in questi anni abbiamo sostenuto e valorizzato con Coopstartup”

Resoconto video della due giornate di Napoli (29 / 30 novembre 2016) in cui la cooperativa ferrarese ha partecipato a due tavoli di lavoro incardinati su tematiche relative a innovazione, cultura e territorio. Diego Farina e Maurizio Bonizzi ci accompagnano in questo viaggio…

5
dic

Risvegli: dopo 4 anni di percorso pubblico, il Teatro Verdi apre il primo occhio

Ancora uno scossone, un sobbalzo. Ancora 2 ore di riviviscenza. Un ulteriore momento pubblico dedicato al grande colosso di pietra e ferro addormentato nel letargo dell’inverno ferrarese del 2016.

La mattina di sabato 03 dicembre 2016, Teatro Verdi ha riaperto le porte al pubblico per mostrarsi a 4 anni di distanza dalla prima riapertura ufficiale organizzata dall’allora Associazione Città della Cultura / Cultura della Città.

A quei tempi, ottobre 2012 fu una prova riaprire uno strategico edificio-quartiere fermo imbrigliato nei suoi lavori edili bloccati da più di un decennio. Un test lanciato da CC / CC solo per mostrare il luogo e le sue potenzialità. Oggi la disfida è stata raccolta dall’Amministrazione di Ferrara che, di concerto con la Regione Emilia-Romagna, sta approntando strumenti per il riuso e la rigenerazione di questo edificio strategico per la vita futura della città.

A quel tempo Città della Cultura / Cultura della Città era una Associazione con dei miraggi e delle brame da seminare nel terreno brullo della città pubblica; oggi CC / CC è una impresa in forma cooperativa che rastrella quel raccolto onirico.

Stamani erano tutti presenti, nessuno escluso: Sindaco, Vicesindaco, Assessori alle attività produttive, lavori pubblici, urbanistica e UNESCO, direttori di Istituti, Presidenti di Enti profit e non profit, Deputati della Camera e liberi cittadini. Tutti riuniti sotto la grande lanterna in vetro del Teatro che sovrasta la Platea.

La visita è stata frugale. Un’incursione per mostrare e spiegare le origini del luogo, a cura di Francesco Scafuri responsabile ufficio ricerche storiche del Comune di Ferrara, il DNA dello spazio, a cura dell’arch. Sergio Fortini e la scala architettonica e funzionale dell’intervento, a cura della responsabile di progetto arch. Elisa Uccellatori, questi ultimi entrambi co-fondatori di cc/cc.

Poi tutti in Biblioteca Ariostea, al caldo, per ascoltare invece la Regione Emilia Romagna nella figura di Silvano Bertini responsabile servizio politiche per lo sviluppo e altri esperti che illustrano gli strumenti d’azione su cui si fonderà la rifunzionalizzazione dell’identità di Teatro Verdi, messi a disposizione dalla Regione Emilia Romagna attraverso assi e percorsi che riprendono gli obiettivi tematici per l’attuazione della Strategia Europa 2020 e priorità di sviluppo regionale incentrate sul Programma Operativo Regionale e Fondo Europeo di Sviluppo Regionale POR-FESR 2014-20.

2
dic

Napoli, Città della Scienza, Meeting Nazionale coopstartup: Città della Cultura parla di strumenti per la gestione innovativa dei Patrimoni e di progettazione culturale

Nelle giornate del 29 e 30 di novembre 2016 la cooperativa culturale e startup innovativa ferrarese, Città della Cultura/Cultura della Città, ha partecipato ai tavoli di lavoro con esperti e cooperative senjor su tematiche relative a Innovazione e Impatto territoriale. Alla città della Scienza di Napoli, si è tenuto recentemente il meeting nazionale di coopstartup che aveva come obiettivo quello di mettere a confronto sedici giovani imprese cooperative nate dal bando 2014 e provenienti da tutta Italia con esperti di settore e cooperatori senjor con esperienza decennale.

La cooperativa ferrarese ha partecipato a due tavoli di lavoro incardinati su tematiche relative a innovazione, cultura e territorio, diretti da: Aldo Bonomi editorialista e studioso di dinamiche socio economiche e di sviluppo dei territori per conto de Il Sole 24 Ore, Carmelo Rollo vicepresidente di Legacoop nazionale, Demetrio Chiappa Presidente Doc sevizi spettacolo, arte cultura, alla presenza di Roberto Calari responsabile cultura Legacoop, di Aldo Soldi Direttore Generale di Coopfond e Mauro Lusetti Presidente Legacoop nazionale.

Dalle dieci ore di lavoro e confronti è emerso che in Italia sta nascendo, grazie al movimento cooperativo, un nuovo modello d’impresa legato all’ambito dell’innovazione che sposta completamente il paradigma delle start-up così come le abbiamo conosciute fino ad ora. In Italia sta germogliando, in maniera quasi inconsapevole, un mercato diverso da quello americano o anglosassone basato sul trinomio capacità cognitiva – progetto high tech – exit finanziaria, favorito dalla scuola bocconiana. In Italia, il mercato delle start-up, si sta rivolgendo ai territori, ai loro valori, alla trasmissione delle loro caratteristiche e sviluppo delle loro attrattive: turismi culturali, Patrimonio (Heritage), accessibilità culturale e paesaggi culturali saranno il terreno di lavoro futuro per le start-up italiane. I progetti e i servizi, a forte radicamento territoriale e struttura mutualistica, creeranno una nuova economia su cui investire. Il mercato dell’intangibile, vede numeri globali in continua crescita: turismi, valorizzazione dei territori, mobilità, accessibilità e cultura sociale sono i fulcri su cui si esprimeranno i nuovi bisogni del contemporaneo.

Aldo Bonomi, visionario e sublime trascinatore che trasforma pratiche in teorie preannunciando modelli economici di futuro basati su un nuovo umanesimo e nuovi valori antropologici generatori di mercato auspica che come il fordismo entrò nella catena del prodotto così la cooperazione dovrà entrare nella nuova rete dei valori dove le scienze sociali e umane entreranno in contatto con il mondo della finanza.

Il nostro Paese è ricco di  giacimenti culturali non delocalizzabili non surrogabili ne tantomeno alienabili che potranno divenire il core business di imprese innovative che intendono mettere a reddito economie provenienti da patrimoni pubblici e di comunità. Questo è un vantaggio competitivo di esclusivo appannaggio del nostro Paese che può dare vita ad differenziale economico competitivo delle imprese che vorranno metterlo a sistema.

Anche Città della Cultura/Cultura della Città, con i propri esempi, pratiche e progetti illustrati al meeting di Napoli, crede che l’innesco di processi capaci di generare nuovo lavoro e nuovi capitali in Italia risieda unicamente nel mettere a sistema l’esistente. Infatti spesso innovazione d’impresa coincide con innovazione di sistema, con azioni capaci di colmare vuoti anche istituzionali che si sono generati tra Patrimonio ed Economia. I valori dei territori come base di mutualismo, lavoro e investimento saranno un mercato in fieri ad un nuova economia dell’umanesimo.

Bisogna progettare strumenti e servizi che siano capaci di mettere a sistema l’eccezionale biodiversità culturale del nostro paese senza avere bisogno di inventare nulla. Da noi innovazione non significa invenzione bensì osservazione e strategica gestione.

15
lug

Dalla Bike Nigth al Festival della Bicicletta

Dalla Bike Nigth al Festival della Bicicletta per il 2017, passando per la cultura della mobilità lenta nei nostri territori UNESCO. Una doppia intervista a Simone Dovigo e a Diego Farina di Città della Cultura / Cultura della Città che raccontano le possibili sinergie tra territorio, mobilità e cultura.

7
giu

Umanizzare la città / La riappropriazione degli spazi pubblici

Nella mattinata di sabato 21 maggio, presso gli spazi della Fabbrica del Vapore a Milano Città della Cultura / Cultura della Città ha partecipato ”Umanizzare la città” durante la manifestazione “Stradarts”, tre giornate di studio e festa su arte di strada e circo contemporaneo.

Erano presenti: Paolo Apolito, docente di antropologia culturale di Uniroma 3; Roberto Cargnelli, promotore di arte di strada; Giulio Ottaviani, artista del Circo Inzir e Vincenzo Strambio dell’associazione Giardini in Transito. Teoria e pratica per ripensare la città, i suoi spazi, i luoghi deputati all’incontro.

Alla domanda “Tu come vorresti la città?”, a partire dall’interessante intervento dell’antropologo Paolo Ippolito sono emerse diverse sfaccettature dell’attuale dibattito sul percorso di riappropriazione dei cittadini del proprio rapporto con lo spazio abitato. Diverse sono state le angolazioni e i contributi: dalla prospettiva di chi abita il contesto e si fa portatore di conoscenze e saperi pratici (associazioni di quartiere, orti urbani, mobilità sostenibile, esperienze di solidarietà familiare e di maternità, azioni per l’integrazione delle comunità straniere) alle esperienze attraversate di artisti che animano gli ambiti urbani e contribuiscono a ridisegnare spazi più umani e sostenibili.

L’intervento di Città della Cultura / Cultura della Città, dal titolo I sensi, un senso, ha approfondito il tema della riappropriazione da parte dei cittadini degli spazi pubblici delle nostre città, definendo il confine tra processo, progetto e coinvolgimento della collettività, sviluppando una serie di casi-studio di matrice nordeuropea e portando l’esperienza della cooperativa circa questi processi, nella fattispecie il flash mob su Piazzetta sant’Anna e l’iter relativo alla rigenerazione dell’ex Teatro Verdi.

Elisa Uccellatori

7
giu

Culture Sostenibili / Riuso e valorizzazione del patrimonio pubblico

Nella serata di giovedì ventisei maggio, nell’ambito della mostra–evento “Confronti | idee & progetti in piazza”, l’Urban Center Bassano ha promosso presso lo spazio della chiesa di San Giovanni un incontro di riflessione e confronto sui temi al centro della mostra dal titolo “Culture Sostenibili | riuso e valorizzazione del patrimonio pubblico”.

Tre esperti con tre punti di vista diversi hanno raccontato a una attenta e folta platea storie ed esperienze di successo sulla realizzazione di opere pubbliche a destinazione culturale e sul riuso di edifici pubblici dismessi attraverso processi di rigenerazione urbana: tre storie scelte in analogia con i temi al centro del dibattito cittadino bassanese. Uno di questi racconti è stato affidato all’esperienza maturata da Città della Cultura / Cultura della Città, nella fattispecie la descrizione delle possibili modalità di riuso, con il coinvolgimento della cittadinanza, degli immobili pubblici dismessi o sotto-utilizzati e delle dinamiche di innesco di tali processi.

Gli altri temi dibattuti sono stati: come si promuove e realizza un teatro comunale in una città di medie dimensioni, con la best practise del teatro di San Donà descritto da Danilo Gerotto, dirigente del Settore Pianificazione Territoriale e Sviluppo del Comune di San Donà Di Piave (Ve); come si finanzia un’opera pubblica a carattere culturale (strategia, soluzioni, opportunità), con le esperienze portate da Martina Bovo, consulente di Sinloc SpA per la Trasformazione Urbana e lo Sviluppo Locale

Città della Cultura / Cultura della Città ha illustrato alcuni dei casi studio che hanno visto coinvolta la società cooperativa all’interno del panorama ferrarese (piazzetta sant’Anna, Mercato Coperto, teatro Verdi), mettendo soprattutto in evidenza la gestione dei rapporti tra i vari portatori di interesse e i meccanismi di dialogo con gli enti coinvolti nelle azioni che hanno reso possibili gli eventi di riuso temporaneo e la genesi dei successivi processi di rigenerazione.

Sergio Fortini

3
giu

MoVe.rdi – Riding, Development, Inspiration / Una seconda chance per il Teatro Verdi di Ferrara

Città della Cultura / Cultura della Città ha realizzato il progetto definitivo, per il recupero del Teatro Verdi, in associazione con l’ingegner Paolo Magri, per quanto riguarda il progetto impiantistico, e con l’ingegner Denis Zanetti della società Mezzadri Ingegneria s.r.l. per quanto riguarda le strutture. Il teatro Verdi di Ferrara è stato candidato dal Comune di Ferrara alle attività della programmazione della Regione Emilia-Romagna (Asse 6 POR – FESR) “Città attrattive e partecipate”, sviluppate in accordo con le indicazioni della Unione Europea, e in questo ambito verrà trasformato in un Laboratorio Urbano, finalizzato alla diffusione e alla promozione della conoscenza del patrimonio culturale, diventando riferimento urbano e territoriale per questa che è una delle tematiche strategiche della città di Ferrara.