La visione di Metropoli di Paesaggio

La visione di Metropoli di Paesaggio ha come prima caratteristica quella di avere una rete capillare di percorsi di terra e di acqua in grado, se messi a sistema, di garantire una vera infrastruttura di mobilità sostenibile

La visione strategica che si vuole descrivere parte dal presupposto di valorizzare il paesaggio come infrastruttura e prende le mosse da un processo di analisi e conoscenza (a tutt’oggi ancora in corso) del territorio provinciale ferrarese, delle sue conclamate criticità, delle potenzialità inespresse, delle possibili opportunità d’innovazione.

Si può affermare, senza tema di smentita, che la quasi totalità del territorio ferrarese rientra a pieno titolo nei caratteri di «area interna». Un processo di spopolamento costante ha di fatto spento, una dopo l’altra, le “centralità periferiche” di un sistema sociale ed economico fondato, da un secolo a questa parte, sulle poche attività industriali e sull’agricoltura delle bonifiche: i presidi contadini e commerciali che sostenevano, al di fuori della città, una rete sociale coesa sono stati smantellati da un inesorabile processo di perdita d’identità e di significato. Nel venir meno, quel mondo ha lasciato sul campo e sui campi una moltitudine di tracce fisiche che si prestano a una nuova lettura. Piste ciclabili, corsi d’acqua navigabili, percorsi nel paesaggio, tratti ferroviari prossimi al disuso sono gli elementi ricorrenti del territorio e ne costituiscono il percorso portante entro il quale muoversi sfruttando tecnologie innovative per il trasporto e ottimizzazione dei tempi di spostamento: biciclette, imbarcazioni, bus elettrici, treni di superficie sono i mezzi ripensabili per movimenti frequenti, comodi e capillari, in grado di trasformare le distanze chilometriche in tempi di percorrenza.

Il paesaggio si offre come rete infrastrutturale articolata ponendo le condizioni per accorciare le distanze tra i centri e viaggiare comodamente minimizzando l’impatto ambientale. Sotto tale profilo, la “Ferrara Idropolitana” e il proprio territorio conservano caratteristiche rare all’interno del panorama nazionale ed europeo: l’ampia estensione territoriale, l’orografia prettamente pianeggiante del suolo, la presenza di un vasto sistema navigabile di fiumi e canali, la presenza di ampie porzioni di territorio tutelate sia sotto il profilo paesaggistico che sotto quello storico-culturale (dalle zone Rete Natura 2000 al patrimonio degli ambiti Unesco).

Il principio di utilizzo del paesaggio come infrastruttura permette di disegnare sui territori le regole di un nuovo modello insediativo: la Metropoli di Paesaggio. Questa definizione individua un modello urbano di dimensioni importanti (l’intera provincia) nella quale, a parità di servizi erogabili in metropoli di analoga grandezza, il paesaggio supera sensibilmente per estensione le porzioni urbanizzate. Il presupposto fondamentale per la costituzione di una Metropoli di Paesaggio ferrarese è individuabile in un sistema infrastrutturale intermodale e sostenibile – su terra e su acqua – che preveda la presenza di un’arteria principale est-ovest; una serie di nodi di scambio tra mezzi di trasporto diversi e on demand (bicicletta, imbarcazione, bus elettrico, treno di superficie) disseminati su tutto il sistema; una “tangenziale di paesaggio” nel fulcro del sistema (la centralità di Ferrara) con tragitto circolare – anch’esso lento, ‘da fiume a fiume’ – Po di Volano/circuito Mura/Parco Urbano/fiume Po/canale Boicelli/Po di Volano; una rete di percorsi che dall’arteria principale si dirama in tutto il territorio metropolitano.

In un ribaltamento di prospettiva, questo sistema intermodale e sostenibile risulta il telaio portante per la rigenerazione urbana e territoriale, fissando le condizioni per una ripartenza sociale ed economica, presupposto per nuovi investimenti e servizi alle collettività che torneranno ad abitare luoghi ora poco animati. 

Leave A Comment